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Sapere e sapori - La Bassa Romagna nel Mondo

News


UNIONE dei COMUNI della BASSA ROMAGNA

VIVERE UN TERRITORIO nel suo SAPERE e nei suoi SAPORI:


Introduzione

Con la mente. Con il cuore
Ci sono molti modi per conoscere e vivere un territorio.
Uno dei più suggestivi e coinvolgenti è senza dubbio quello di lasciarsi guidare sulle tracce lasciate dalla stratificazione della storia, dal succedersi delle generazioni attraverso le ricche collezioni di testimonianze e di beni storico-artistici custoditi e conservati nei musei dei Comuni dell’Unione della Bassa Romagna.
Ogni comunità, con il proprio patrimonio di immagini, tradizioni, memorie, costituisce un’originale e sfaccettata tessera che compone un mosaico unico, su cui è tracciata l’immagine di una città diffusa sul territorio, definita contemporaneamente dalla peculiarità e dall’integrazione delle singole municipalità.
Per questo i comuni dell’Unione della Bassa Romagna hanno orientato il loro impegno nel potenziamento della rete dei servizi delle istituzioni, con la consapevolezza che la forza propulsiva della ricchezza culturale e della qualità dei saperi, contribuisce a definire l’identità territoriale che nella sua funzione di membrana, non separa e non divide, ma integra, scambia, cresce e sulla consapevolezza del proprio passato, progetta il futuro comune.


Linda Errani
Sindaco referente del
Servizio Istituzionie Beni Culturali
Unione dei comuni della Bassa Romagna


Raffaele Cortesi
Presidente dell’Unione
dei comuni
della Bassa Romagna

... la storia di un’arte.
L’arte, la storia, tutto ci porta il sapere della nostra terra, fate un viaggio nel tempo e nel territorio dei sapori della Bassa Romagna per ricercare, conoscere e gustare la cucina della tradizione, dell'inventiva e della fantasia delle genti di questa terra ...
"E' pronto in tavola!" quante volte abbiamo sentito questa esortazione da nonne e mamme che chiamavano la famiglia a radunarsi intorno alla tavola imbandita.
Scopri quanti sapori e profumi puoi trovare.........
La nostra cucina è un modo di vivere, che tocca la sua massima espressione in un eguagliabile fantasia di minestre (primi piatti), un vero e proprio rito che ancora oggi per fortuna vive nel cuore di chi ama la Romagna, tagliatelle, cappelletti, tortellini, strozzapreti, passatelli e altro ancora.
La base di questi primi è la sfoglia fatta in casa, la così detta "spoja".
Tutto questo ben si accompagna con le ricette di carne che si basano sui prodotti dell' allevamento locale.
Il Maiale è di vitale importanza per la produzione di prosciutti, salami, ciccioli, costolette, salsiccia.
E poi ancora trippa, polli, conigli, piccioni, faraone, cucinati con erbe aromatiche.
Ricordiamo la nostra più famosa specialità la piadina romagnola, una schiacciata a base di farina, strutto di maiale, acqua e sale, tirata al matterello sul tagliere e cotta su una teglia di terracotta.
Cosa dire dell’ anguilla appena pescata nei solchi confini Comacchiesi, cotta finemente alla brace.
Non meno importante è la cucina romagnola marinara anche se si estende oltre la costa, fatta principalmente di pesce, molluschi e crostacei, appena pescati ai porti, fritti o conditi da spezie e aromi.
Non si può certo dire che nella Bassa Romagna manchi la frutta!
Infatti vi è una vasta scelta, pere, prugne, mele, uva, fragole e le regine incontrastate, le pesche.
In tavola non mancavano i dolci, la zuppa inglese (che di inglese ha solo il nome), la ciambella, e svariati zuccherini da intingere in un buon bicchiere di vino.
Si sa che una buona cucina deve essere accompagnata da dei buon vini e la Bassa Romagna di certo non è da meno neanche in questo campo.
Infatti qui dominano il sangiovese, l’albana di romagna, il trebbiano, e il cagnina che si sposano bene con i nostri piatti ma anche con altri.
Il Mito per eccellenza nel panorama enogastronomico romagnolo è il celebre burson vino robusto che si accompagna ad ogni tipo di cucina.
E' perciò un piacere mettersi ai fornelli e ancor di più soddisfacente sedersi a tavola davanti ad un piatto di cappelletti e una bottiglia di rosso e.....possibilmente in buona compagnia.


Melandri Sante
Segretario responsabile Pubblicità e Turismo
Sci Club La Montagnola




SCI CLUB LA MONTAGNOLA A.S.D.
Via Fiumazzo 634 48022 VOLTANA (RA)
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L’unione dei comuni della Bassa Romagna

Il territorio della Bassa Romagna è situato nel cuore della Provincia di Ravenna, al centro di importanti vie di comunicazione. Per la sua collocazione logistica e per la dotazione infrastrutturale che lo caratterizza, è la naturale cerniera tra l'area ravennate, imolese e ferrarese, tra il porto di Ravenna, l'interporto di Bologna e la direttrice dell'E55; una "terra di mezzo" tra la costa adriatica e l'Appennino, una realtà avanzata per indici di sviluppo, livelli occupazionali, sostenibilità sociale e ambientale, benessere diffuso e qualità della vita.

I punti di forza del distretto della Bassa Romagna sono costituiti dall'importanza e dalla diversificazione dell'industria manifatturiera; dalle potenzialità della filiera agroalimentare; dalla competitività del sistema logistico dovuta alla sua posizione baricentrica rispetto alle grandi arterie di comunicazione; dalla particolare vocazione commerciale incardinata sui centri storici e sui mercati; dall'equilibrio architettonico e dall'assenza di fenomeni di congestionamento urbano; dalla presenza di risorse paesaggistiche e naturali; da un'importante tradizione storica ed artistica; da una spiccata vitalità culturale; dalla qualità delle produzioni tipiche; da una consistente dotazione di servizi educativi, sociali e sanitari.

E' un patrimonio da preservare e valorizzare: di questa mission si fa carico il sistema territoriale nel suo insieme. Il territorio della Bassa Romagna è caratterizzato da una tradizione ormai lunga e consolidata di cooperazione e di lavoro associato; per assicurare una guida adeguata a questo sistema, i Comuni di Alfonsine, Bagnacavallo, Bagnara di Romagna, Conselice, Cotignola, Fusignano, Lugo, Massa Lombarda e S.Agata sul Santerno hanno istituito nel 2008 l’Unione dei Comuni della Bassa Romagna.

Oggi la Bassa Romagna è una realtà precisa, con una propria identità e un ruolo ormai riconosciuto nel contesto regionale e nazionale.



ALFONSINE

Dono di Borso d’Este a Teofilo Calcagnini nel 1964, Alfonsine divenne Comune nel 1814, il centro nacque alla destra del fiume Senio. Ma le vicende della seconda guerra mondiale, con la distruzione del 75% delle abitazioni e la conseguente scomparsa del vecchio centro storico, il nuovo centro sorse alla sinistra del Senio.Alfonsine inizialmente di cultura agricola si è sviluppato negli anni spostando il suo baricentro nella tecnologia meccanica e tante attività artigiane che ne hanno fatto negli anni ottanta un centro sempre in crescendo.


DA VEDERE
In questo centro la storia, come in tutta la Bassa Romagna ci porta a visitare: la Casa Monti poeta neoclassico, Palazzo Marini prestigioso centro culturale,il Museo della battaglia del Senio centro di documentazione relativa agli avvenimenti militari e civili della seconda guerra mondiale, il Santuario della Madonna del Bosco e la casa dell’Agnese, casa dove è stato girato il film “L’Agnese va a morire”.Non mancano nella zona delle Alfonsine le riserve naturali, lo stagno della fornace Violani, il boschetto dei tre Canali, la fascia boscata del canale dei Mulini, suggestivi biotopi raggiungibili con percorsi cicloturistici che portano a riscoprire, seguendoli la Bassa Romagna e i suoi Comuni.




BAGNACAVALLO

Città dello stato Pontificio (Tiberiacum Gabeum) o, come leggesi negli antichi documenti di Ravenna, ad Caballos. Bagnacavallo fu decorata del titolo di città dal Sommo Pontefice Leone XII, della Genga, che ascese il trono del Vaticano nel 1823. Essa viene attraversata da un torrente, e giace presso la riva del fiume Senio. Alcuni marmi dissotterrati nel 1605 provano la sua esistenza fino dal tempo della repubblica romana, e tre analoghe iscrizioni si conservano nell'università di Ferrara. La sua cattedrale, dedicata a san Michele, gode l'onore di un arciprete mitrato per concessione di Benedetto XIV, emanata nel 1749. Gli esteriori villaggi di Bagnacavallo, fra i quali meritava menzione Traversara, castello de' signori, che dominavano prima dei polentani, ne accrescono la popolazione fino a circa dodici mila individui, mentre dall'indice alfabetico di tutti i luoghi dello stato Pontificio, stampato in Roma nel 1829, si ha che la città di Bagnacavallo ne conta 4999. Oggi cittadina in forte espansione.


Seguendo i percorsi cicloturistici ci troviamo, lungo stradine dove regnano il silenzio,il canto degli uccelli, i lavori nei campi, sembra di tornare indietro nel tempo a quella “Romagna solatia dolce paese..” cantata dal Pascoli. Arrivati nel centro storico di Bagnacavallo, sulla piazza prospettano Palazzo Comunale di stile neoclassico, il Teatro Goldoni, teatro ricco di stucchi ed affreschi, Palazzo Vecchio ( del XII-XIII secolo), la Torre Civica della prima metà del 200, Palazzo Capra, Casa Conti Guidi, Casa Baldini, Casa Randi Baldi, la Torre di Traversara.Durante la visita di questi siti non possiamo sostare per uno spuntino e un bicchiere di buon vino nelle aziende agricole che incontriamo, essendo aziende di produzione e lavorazione dell’uva, trovando vini di pregio. L’Azienda Ballardini-Ricci, la Rondine, Zini Aliero,Golfari, Podere Pantaleone e altre ancora. Spostandoci nella periferia verso il fiume Lamone arriviamo a Villanova patria delle erbe palustri. Il bel museo recupera e conserva un patrimonio tradizionale fatto di incastri,intrecci,trame, torsioni e filature e accompagna il visitatore allaconoscenza della cultura della valle.






BAGNARA di ROMAGNA

Bagnara di Romagna è situata nel settore nord occidentale dell'ampia e fertile pianura alluvionale che circonda Ravenna, nel cuore della Romagna. È uno dei comuni più piccoli della provincia di Ravenna; il territorio comunale ha un'estensione di soli 10,02 kmq, con 1.871 abitanti (dato rilevato al 30 settembre 2005). Dal 1° gennaio 2000 il comune di Bagnara fa parte dell'Associazione intercomunale della Bassa Romagna, assieme ai comuni di Alfonsine, Bagnacavallo, Conselice, Cotignola, Fusignano, Lugo, Massa Lombarda, Russi e S.Agata sul Santerno. Dal 1° gennaio 2008 l'Associazione intercomunale della Bassa Romagna è stata trasformata in Unione dei Comuni della Bassa Romagna. Un'area, quella della Bassa Romagna, che va considerata come parte del sistema integrato territoriale emiliano-romagnolo; in tale contesto, il territorio di Bagnara svolge un'importante funzione di cerniera tra le diverse aree (lughese, faentina e imolese). Caratterizzata da una florida economia, di derivazione in gran parte agricola, Bagnara di Romagna offre ai visitatori numerose ricchezze storiche, culturali e ambientali oltre alla tradizionale ospitalità e al calore della sua gente. In particolare, conserva un centro storico di notevole interesse, che testimonia una grande fioritura, nei vari secoli, dell'architettura civile e religiosa. Bagnara si trova lungo gli Stradelli Guelfi, il percorso parallelo alla Via Emilia che un tempo collegava vari castelli, chiese e residenze signorili, da Bologna fino al mare. All'interno della famiglia dei borghi fortificati - ovvero dei "castelli" - Bagnara costituisce uno degli esemplari meglio leggibili nell'insieme; la struttura urbanistica è ben conservata nei suoi elementi fondamentali (la rocca, la cinta muraria, la porta civica, i terragli, le fosse) e le trasformazioni otto-novecentesche non hanno inciso sostanzialmente sulla fisionomia dell'antico nucleo. In tutta la pianura emiliano-romagnola Bagnara di Romagna resta l'unico esempio di "castrum" medievale tuttora integralmente conservato.

DA VEDERE
La Rocca Sforzesca di Bagnara, castello che, dopo gli interventi dei Signori di Imola Girolamo Riario e la moglie Caterina Sforza, con l’assetto definitivo intendeva difendere borgo e contado rispetto ai vicini domini della Romagna Estense. Oggi museo, che custodisce reperti dell’età del bronzo a testimonianza di insediamenti antichi in questo centro. Inoltre , di proprietà della parrocchia vi sono i due Musei, quello dedicato al musicista Pietro Mascagni e quello di Arte Sacra, l’Oratorio di San Luigi Gonzaga, il Santuario della Madonna del Soccorso.Palazzo Morsiani-Bernardi, diventato centro per la selezione del cane San Bernardo.





CONSELICE

Anticamente era un porto di acque interne, chiamato «Caput Silicis», congiunto a da una grande strada pavimentata con pietroni di selce; all'epoca di Roma si chiamava Appia Selee Strata.Dopo tante traversie ,tra chiesa, signori da Barbiano,gli Estensi con il passare degli anni e le guerre subite si consolida in cittadina agricola e le mondine sono in questo territorio il perno dell’agricoltura.Oggi centro rigolioso pieno di svariate attività è il collegamento tra la Bassa Romagna e il Ferrarese.


Una sequenza di quadri pittorici raccontano la Bassa attraverso elementi tipici; l’acqua, la vegetazione,i personaggi,Guareschi a Conselice si è trasformato in un museo all’aperto sviluppato dalla scenografia di Gino Pellegrini che prosegue il suo percorso alla vicina Lavezzola nella piazzetta Olindo Guerrini.





COTIGNOLA I primi documenti che attestano l'esistenza di Cotignola.La ricostruzione storica di quanto successe sul territorio di Cotignola nel primo millennio d.C. appare quindi molto complicata.Secondo alcuni, una parte dell'attuale territorio comunale appartenne alla famiglia patrizia di Dione. Sembra pure, che nel secolo V fosse stata sotto il predominio di Azzolino Caveglia e che fosse poi stata fortificata da Romualdo Caveglia intorno al 701. Tali note non sono però rafforzate dall'esistenza di testimonianze e documentazione, quindi possono solo essere citate e non prese come notizie certe. Il documento più antico, il primo in cui si trova il nome «Cotoniola», risale al 1° febbraio 919. Esso consiste in una pergamena conservata nell'archivio arcivescovile di Ravenna, nella quale si legge che l'arcivescovo Costantino concede a livello le terre poste «nei fondi di Cotoniola e Flumisiana» della Pieve di Santo Stefano in Panigale. Col nome di «Cotoniola» veniva indicato anticamente un fondo sito nella giurisdizione di Santo Stefano in Panigale, attributo riferito ai terreni in cui si coltivava il panico, una graminacea allora diffusa.Lo Stato italiano ha riconosciuto pienamente il grande valore dimostrato dal Comune di Cotignola durante il conflitto mondiale, e lo ha decorato con una Medaglia d'argento al valore civile con queste motivazioni:«Rimasto isolato fra i due fronti, pur gravemente provato da bombardamenti aerei e terrestri, resistette impavido alle dure sofferenze, subendo la perdita di molti dei suoi figli migliori e la distruzione di beni ed edifici».

DA VEDERE
In questo centro troviamo il Museo Civico Luigi Varoli.La sede di Palazzo Sforza, ricostruito sull’antica struttura del XIV secolo, ospita sia le opere lasciate dall’artista Luigi Varoli (1889-1958) alla sua città natale, sia i preziosi reperti archeologici rinvenuti nel territorio cotignolese






FUSIGNANO

Dopo la terribile alluvione del 1250 che sconvolse l'assetto territoriale tra Senio e Santerno, il Conte Bernardino di Cunio, per riedificare il suo castello di Donigallia, scelse per luogo ilFundus Fuscinianus, il cui suffisso latino testimoniava l'antichità di una terra che, per la sua favorevole posizione, aveva insularmente resistito ad ogni inondazione. Il nuovo insediamento ereditò la doppia tradizione del Castello di Donigallia e della Pieve di San Giovanni Battista in Liba traslocata entro le mura. La nuova sistemazione fu definitiva nei siti e nelle forme; da quel tempo in poi coincisero i confini ecclesiastici e politici di Fusignano.

DA VEDERE
Arrivati in terra di Fusignano troviamo l’antico ricovero per pellegrini,dedicato al santo loro protettore San Rocco, istituito nel 1517, fu riconvertito in Ospedale negli ultimi decenni del Settecento, per trovare definitivo compimento con la ristrutturazione del 1865. Ora Museo.All’incrocio del Canale dei Mulini si trova, il Mulino Calcagnini, la Chiesa Parrocchiale di Santa Maria del Pilaro e Villa Monti.







LUGO di ROMAGNA

I reperti di eccezionale interesse, trovati in scavi recenti ed ancora in corso, attestano l’esistenza in questa località di un villaggio neolitico appartenente alla cultura di Fiorano (V millennio a.c.).Le tracce di successivi insediamenti risalgono all’epoca della colonizzazione romana.La prima testimonianza diretta che accenna al territorio lughese è del 782 d.C.In questo documento Papa Adriano I, in lotta con gli Arcivescovi di Ravenna, rivolgendosi a Carlo Magno quale giudice della controversia, enumerava, tra moltissimi altri, anche un "fondo Cento" di proprietà della sede Apostolica.Tale fondo si identificherebbe col terreno ove poi risultò tracciata l’attuale via Cento.Nel 1161 Lugo venne data in feudo ai Conti di Cunio da Federico Barbarossa, ma nel 1202 essi dovettero restituirla a Papa Innocenzo III e, per esso, all’Arcivescovo Alberto di Ravenna che vi fece costruire le prime fortificazioni, incorporate, poi, nell’attuale Rocca.Nella città le due classi fondamentali erano l’aristocrazia terriera conservatrice e clericale e i mercanti.Sotto l’influenza del ceto mercantile nasce alla fine del ‘700 il Pavaglione, il quadriportico innestato sul loggiato eretto nel XVI secolo, e portato alla situazione attuale nella seconda metà del secolo: una struttura concepita a scopo commerciale, in particolare per favorire il mercato di mercoledì.Il mercato settimanale godeva di particolari esenzioni da dazi e gabelle fin dalla seconda metà del XVI secolo, e ciò induce a ritenere che si svolgesse già da molto tempo.Fin dai primi decenni dell’età moderna i generi maggiormente trattati erano: grano, bovini, seta. Quindi Lugo si caratterizzava come nodo di traffico, centro commerciale e centro agricolo, ma anche come centro finanziario importante, soprattutto per la presenza di una forte comunità ebraica.Nelle campagne era presente una classe di mezzadri e di affittuari, che lavoravano le terre dei possidenti, ma anche, soprattutto nelle terre bonificate, un ceto di piccoli proprietari.Questo ha consentito la pratica di colture intensive.Dal punto di vista politico la presenza per secoli di una forte aristocrazia terriera ha determinato lunghi periodi di stabilità ed ha consolidato il ruolo di Lugo quale polo di attrazione per i centri vicini.Risorta rapidamente dalle rovine dalla guerra, grazie all’operosità dei suoi abitanti ed alla stabilità amministrativa, oggi Lugo riveste un importante ruolo nell’economia romagnola come centro di scambi e di commercializzazione per i prodotti agricoli della Bassa Romagna, confermando le caratteristiche e le vocazioni consolidate nei secoli scorsi.Negli ultimi decenni si è sviluppata anche la piccola e media industria ed un dinamico artigianato legato in gran parte alla fornitura di attrezzature e servizi all’agricoltura. Vivace l’attività finanziaria. Nel 1982 la città è stata insignita della medaglia di Bronzo al Valor Militare.Il Consiglio d'Europa ha attribuito al Comune di Lugo la "Bandiera d'Onore" per il 1996, ambito riconoscimento di una delle più prestigiose istituzioni europee agli enti locali che si sono distinti per il loro impegno per l'Europa.


Siamo come si diceva in quel di Lugo, il centro più grande della Bassa Romagna, qui troviamo entrando nel centro storico il famoso Monumento di Francesco Baracca, la Rocca Estense, oggi sede comunale, il Pavaglione, imponente quadriportico completato nel 1784, l’Oratorio di S.Onofrio, la Chiesa del Carmine, Palazzo Trisi,Teatro Rossini, Chiesa della Colleggiata, il Museo dedicato a Francesco Baracca,L’itinerario alla scoperta del centro storico di Lugo riserva anche una “verde” sorpresa. Infatti,a metà circa di via Brignani si trova l’entrata del Parco del Loto. Proseguendo nell’interland troviamoli Ponte delle Lavandaie,il nome deriva dall’usanza, diffusa fino agli anni cinquanta. Via dei Grilli fiancheggiata da una tradizionale siepe campestre di notevoli dimensioni, quasi completamente scomparsa nel nostro paesaggio agrario, da qui al Podere Gagliardi residuo di area agricola con tipiche coltivazioni a filare merita una sosta.







MASSA LOMBARDA

Le sue antiche origini derivano da un agglomerato agricolo, di cui è dimostrata l’esistenza fin dall’ottavo secolo d.c.Nel 1251 il territorio di Massa Lombarda divenne rifugio di numerose famiglie provenienti da Marmirolo, fuggite dalle loro terre, da allora per l’ospitalità offerta alle popolazioni lombarde, il paese cambiò il nome da Massa S.Paolo in Massa dei Lombardi, e da lì in Massa Lombarda.Città della frutta,nelle cui campagne circostanti furono impiantati i primi frutteti e in cui nacque all’inizio del Novecento la frutticultura,porta ancora con sé quello spirito pionieristico e coraggioso che riconosce e tutela,come valore fondamentale di convivenza e condivisione, la qualità di vivere sotto il profilo sociale, economico, ambientale e culturale.L’esistenza di un tessuto vitale e vivace, in cui i soggetti diversi si confrontano e si integrano, anima una comunità che non è mai ferma, alla costante ricerca di nuove risposte ad inediti bisogni, che investe nella estesa rete dei servizi alla persona e alla collettività,per coniugare sviluppo, innovazione e tutela dell’ambiente.Una Città che progetta il suo avvenire e che è alimentatata da un’anima: quella di una comunità, alla quale si è orgogliosi di appartenere, fondata sul senso diffuso di cooperazione,di scambio,di incontro e di riconoscimento dell’altro.


Tra le vie della città, monumenti e le stanze dei musei Massa Lombarda offre al visitatore appassionato di storia, di arte e di cultura alcuni percorsi estremamente interessanti.La Piazza: Il Palazzo Comunale,la Torre dell’Orologio, Palazzo ZaccariaFacchini, la ChiesaArcipretale della Conversione di San Paolo, la Chiesa del Santo Salvatore, Santa Maria del Carmine, il Santuario della Beata Vergine Maria del Trebeghino detta dell’Oppio, il Santuario dell Beata Vergine della consolazione e il cimitero monumentale. Il Museo civico C.Venturini ,la Pinacoteca Comunale,il Museo della Frutticoltura A.Bonvicini.






S.AGATA sul SANTERNO

Le più remote notizie di S.Agata risalgono alla metà dell’ottavo secolo dopo Cristo. "S.Agatha" è citata in vari documenti fra le sette Pievi del "magnum forestum" sparse nel basso territorio che si estendeva a nord di Faenza fino al limite degli acquitrini e che costituivano forse la donazione del longobardo Liutprando al Vescovo di Faenza.Nei primi secoli dopo il Mille la Pieve di S.Agata fece parte ora della Diocesi di Faenza, ora di quella di Imola.Dal censimento delle città di Romagna redatto nel 1371 dal Cardinale Anglie de Grimoard, la villa di S.Agata risultava abitata da 44 focolari (unità familiari) pari a circa 220 persone.Oltre la Pieve, S.Agata possedeva un castello edificato nei primi secoli dopo il Mille; resta l’antica porta d’accesso come "Torre dell’orologio" e una precisa traccia nello stemma comunale.Dopo il 1859 S.Agata fu unita alla Provincia di Ravenna e nel 1863 con Decreto Regio, assunse l’attuale denominazione: S.Agata sul Santerno. Prima era S.Agata Ferrarese.Rastrellamenti frequenti e feroci bombardamenti a tappeto diedero a S.Agata sul Santerno un primato di dolore e di distruzione uguagliata da pochi altri paesi della nostra tormentata Romagna durante l’ultimo conflitto mondiale (1940-1945).Il territorio del Comune di S.Agata sul Santerno è completamente tracciato in modo perfetto dal reticolato romano: la regolarità quasi perfetta della rete viaria si estende a scacchiera; le varie strade si incontrano ad angolo retto e distano l’una dall’altra poco più di 700 metri.Poi negli ultimi anni del secolo scorso, per sicurezza, furono eliminate le anse, che ora a monte della S.Vitale costituiscono il cosiddetto "fiume vecchio".Si tratta di una serie di meandri sui quali corrono ancora i confini amministrativi ed ecclesiastici; sono di grande interesse scientifico: qui, infatti, è possibile studiare dal vero i terrazzi fluviali ed ammirare piante e fiori ormai rari.





Una carrellata dei nove comuni che compongono un’agglomerato di storia, cultura, arte, e un tessuto sociale che porta ad una unione, non di nomi,ma di progetti per l’avvenire della popolazione che compone l’Unione dei comuni Bassa Romagna, piena di amicizia, solidarietà,di scambio,di cordialità ed espansività, che il turista potrà toccare e vivere sostando in questa terra rigogliosa di Romagna. In tutte le città visitate, il turista, troverà sicuramente un tavola imbandita, è sufficiente seguire i profumi della nostra cucina,e,ristoranti,trattorie, agriturismi, trattosterie, con prelibate pietanze sazieranno l’appetito.Questa terra di ” mezzo” che guarda i confini fraterni, acquitrinosi, collinari e marittimi che completano questo quadro,forse dipinto da un grande pittore, o forse più probabilmente da tanti “piccoli grandi“ uomini operosi di questa terra di Bassa Romagna.



Le Valli di Comacchio





La Collina




La provincia della Bassa Romagna RAVENNA e il mare




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